Il Santa Maddalena nasce in Alto Adige

Un vero Bolzanino

La vera patria del Santa Maddalena include le aree vinicole intorno alla città di Bolzano, dove le uve Schiava troneggiano indisturbate in attesa di essere trasformate in vino Santa Maddalena. Le colline e i pendii a nord di Bolzano ospitano i vigneti più antichi e più esposti al sole di tutto l’Alto Adige: è qui che si sviluppa la zona classica di produzione del Santa Maddalena. Le uve destinate alla produzione del Santa Maddalena vengono coltivate su un totale di 200 ettari che corrisponde al 4% dell’intera superficie vitata in Alto Adige. Il sistema utilizzato in questa area è la classica pergola, costituita da pali verticali che sostengono un’impalcatura orizzontale alla quale vengono fissati i fili che reggono le viti. Il paesaggio qui è particolarmente suggestivo, proprio grazie alle sontuose pergole che contraddistinguono l’area di produzione classica del Santa Maddalena.

Ogni anno vengono prodotte 2 milioni di bottiglie di questo delizioso nettare. La maggior parte dei produttori, quasi esclusivamente aziende a conduzione familiare, producono e commercializzano in prima persona i loro vini Santa Maddalena con l’intento di preservare la storia e l’identità della loro tenuta.

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Lo sapevate che…?

Non tutti i vini Santa Maddalena possono fregiarsi della denominazione “classico”

Il Santa Maddalena è fresco, elegante e fine. Ma solo una parte dei vini Santa Maddalena si contraddistingue per l’appellativo aggiuntivo “classico” e, in particolare, solo quei vini che provengono dalle storiche zone d’origine, vale a dire dai quartieri Santa Maddalena, Santa Giustina, San Pietro, Rencio e Coste.

Le uve Schiava che danno vita al Santa Maddalena trovano sulle colline e sui pendii a nord-est di Bolzano le condizioni migliori per una perfetta maturazione. L’origine di questo vino elegante e fine è legata all’omonimo quartiere Santa Maddalena, ed in particolare ad una collina ai piedi dell’altipiano del Renon. Successivamente la coltivazione è stata ampliata alle zone Santa Giustina, Rencio, Coste e San Pietro.

Oggi, però, è possibile coltivare ufficialmente le uve destinate al Santa Maddalena anche in altre zone come a Settequerce, San Maurizio, Guncina, San Giorgio e Sabbia, Signato, Laste Basse, Cornedo, Cardano, Campiglio, Campegno, Virgolo e Aslago.

Il S. Maddalena è un vero maestro dell’adattamento. Se coltivato nelle zone in quota, ama il terreno composto dai detriti morenici argillosi risalenti all’ultima era glaciale; in collina, invece, cresce su un suolo di ghiaia fluviale sabbiosa del periodo interglaciale. A Rencio, si sviluppa sui terreni argillosi e sabbiosi derivanti dal disfacimento del porfido quarzifero, mentre lungo l’Isarco prospera sui sedimenti alluvionali di recente formazione.

Le uve Schiava del Santa Maddalena adorano il clima continentale, alpino e temperato, tipico della conca di Bolzano. 300 giorni di sole complessivi all’anno sono il presupposto ideale per la viticoltura in Alto Adige: in particolare, le giornate estive secche e calde alternate a notti piacevolmente fresche, e gli inverni relativamente secchi, garantiscono l’armonico equilibrio tra zuccheri e acidità tipico di questo elegante vino rosso.

Area di produzione del S. Maddalena classico

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domande / risposte

Il S. Maddalena in breve

Ogni bottiglia con il marchio di tutela è contraddistinta da un numero di controllo che garantisce ulteriormente l’origine e la qualità del vino. Il marchio di tutela viene conferito da una commissione dopo un‘attenta valutazione.

Il Santa Maddalena viene definito “classico” solo quando è ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti delle seguenti aree di produzione: Santa Maddalena, Santa Giustina, San Pietro, Rencio, Coste.

  • La zona di origine è circoscritta
  • Le varietà ammesse e la resa massima dell’uva seguono criteri specifici
  • Rigidi controlli di qualità nella produzione e nella lavorazione.

Altitudine

prodotto tra i 250 e i 500 metri di altitudine

Area di produzione

200 ha / ca. 15.000 hl

Il vitigno più vecchio

ca. 80 anni

Storia del Santa Maddalena

Vini altoatesini pregiati

Le viti di Schiava sono state introdotte in Alto Adige nel XVI° secolo e rappresentano una delle varietà rosse autoctone più antiche dell’Alto Adige. In generale, però, la storia della viticoltura in Alto Adige ha radici ancora più antiche: per oltre due millenni, infatti, le viti hanno caratterizzato il paesaggio delle zone più a sud della provincia. I “vini bolzanini” sono stati menzionati in modo lusinghiero per le loro qualità già durante il Medioevo, quando le tenute erano spesso di proprietà di conventi e nobili originari del sud della Germania.

Successivamente, con lo sviluppo del commercio, i viticoltori hanno iniziato a coltivare questa varietà anche all’interno delle proprie tenute, diventando sempre più autonomi e indipendenti. Allora, i vini provenienti dall’odierna zona Santa Maddalena venivano definiti “vini pregiati del Tirolo del Sud”.

“I compiti del Consorzio di Tutela si possono così riassumere: salvaguardare le caratteristiche del Santa Maddalena D.O.C., controllare la sua qualità e favorirne la commercializzazione”

  Josephus Mayr della Tenuta Mayr-Unterganzner,
presidente del Consorzio di Tutela del Santa Maddalena

Il Consorzio di Tutela

Per tutelare il Santa Maddalena

Ciò che ha valore ed è di tendenza deve essere tutelato. Il Santa Maddalena deve continuare ad essere fine e fruttato e mantenere inalterate anche in futuro le sue straordinarie caratteristiche. A tal fine, i vignaioli di Santa Maddalena hanno fondato nel 1923, come primi in Italia, un Consorzio volontario denominato “Consorzio dei vignaioli Santa Maddalena”, tramutato nel 1978 in “Consorzio dei vignaioli per la tutela della produzione del vino Santa Maddalena” a seguito dell’introduzione del disciplinare di produzione D.O.C. per il Santa Maddalena. Da allora la qualità della produzione e la lavorazione viene costantemente migliorata per sostenere ed aumentare la notorietà del vino Santa Maddalena. I criteri di qualità vengono costantemente verificati da una commissione di esperti che ha anche il compito di assegnare il marchio di tutela, contraddistinto da un numero di controllo.

Controllate che ci sia il marchio di tutela quando acquistate un vino Santa Maddalena: il marchio e il numero di controllo sono posizionati su ogni singola bottiglia e garantiscono l’origine e l’alta qualità del rosso altoatesino.

Marchio di tutela del Santa Maddalena

Controlli rigorosi

I produttori di Santa Maddalena D.O.C. sono tenuti a rispettare un severo disciplinare che definisce i principali parametri per la produzione. Il vino può essere prodotto quasi esclusivamente con uve Schiava; è permessa unicamente l’aggiunta di massimo 15% di Lagrein e Pinot Nero (solitamente viene utilizzato il 5% di Lagrein). Per ogni ettaro coltivato è possibile produrre una quantità massima di 87,5 hl di Santa Maddalena, rispettando procedure ben definite, ed è ammesso solamente l’uso di bottiglie da 0.375, 0.75 e un litro. Tutto questo a garanzia di qualità del prodotto.

Compito del Consorzio di Tutela è di sorvegliare, attraverso una commissione di esperti, il processo di produzione del vino rosso, dalla coltivazione alla lavorazione, e di controllare che la qualità sia la massima possibile. In tal modo, ogni bottiglia con marchio di tutela e numero di controllo è garanzia della provenienza e dell’alta qualità del Santa Maddalena.