IL SANTA MADDALENA SUL MERCATO ITALIANO
Il Santa Maddalena a Roma
2. Maggio 2023

IL SANTA MADDALENA SUL MERCATO ITALIANO

Storia, prospettive, e limiti

di Daniele Galler

– Responsabile vendite Italia Cantina Bozen

 

L’Alto Adige è una regione vinicola che, pur rappresentando solo lo 0,85% della produzione nazionale di vino, ha acquisito una visibilità ben più grande rispetto alle sue dimensioni. Nonostante la sua piccola incidenza sulla produzione totale, grazie alla loro riconosciuta e costante qualità, le etichette altoatesine sono ben presenti nelle carte dei vini e sugli scaffali delle enoteche italiane, confermando la crescente rilevanza di questa regione vinicola nel panorama nazionale.

 

Pur coltivando in provincia una ventina di differenti varietà, queste sono assorbite dal mercato italiano con dinamiche e numeriche molto diverse tra loro.

Nel passato più recente l’amante del vino italiano ha iniziato a modificare non poco il suo orientamento di consumo: da un lato le scelte si stanno spostando sempre più verso i vitigni a bacca bianca, a scapito dei vini rossi, dall’altro si è passati da preferenze che privilegiavano vini rossi tannici, intensi nel colore e strutturati alla ricerca di quelli con maggiore eleganza e finezza.

Inoltre, è cresciuta la consapevolezza che per bere bene, non è necessario spendere un capitale.

Certamente le varietà altoatesine aromatiche e semi-aromatiche a bacca bianca sono le più gettonate, e il pinot nero ha pochi rivali dal punto di vista qualitativo, nelle aree vitate del resto d’Italia. Anche il Lagrein sta conquistando spazi sempre maggiori sul mercato nazionale.

 

Ma cosa possiamo dire del Santa Maddalena, una delle espressioni più rappresentative dell’Alto Adige? Questo vino, che nel passato è stato principalmente legato al consumo locale e a specifici abbinamenti gastronomici territoriali, sta vivendo una lenta ma costante rivalutazione. Il Santa Maddalena, infatti, ha tutte le caratteristiche per essere un vino moderno e di successo sul mercato italiano. Presenta una media struttura, non è troppo carico nel colore, ed è di rara facilità di beva, qualità che lo rendono particolarmente adatto a un ampio ventaglio di abbinamenti gastronomici e a diversi momenti di consumo.

 

Un vino che esce dai confini del territorio

Il Santa Maddalena, tradizionalmente legato al connubio gastronomico con la cucina locale, ha cominciato ad allontanarsi da queste coordinate più ristrette, venendo reinterpretato in chiave moderna da chef e gastronomi illuminati, non più solo Speck e Canederli dunque. La sua versatilità in abbinamento con le pietanze è uno dei suoi punti di forza, permettendo a questo vino di varcare i confini dell’Alto Adige e di essere apprezzato in tutto il territorio italiano.

 

Sono numerosi gli abbinamenti che esaltano le caratteristiche del Santa Maddalena, non tralasciando accostamenti inaspettati: ho avuto occasione di provare questo vino con zuppe di pesce provenienti dalle diverse coste italiane, dal classico caciucco livornese al brodetto alla vastese, dalla buridda genovese alla ghiotta trapanese. In tutti questi casi, il Santa Maddalena si è rivelato un partner gastronomico eccellente, soprattutto quando la ricetta prevedeva l’utilizzo di pomodoro, che non solo accentuava l’affinità cromatica tra il piatto e il vino, ma aggiungeva anche una nota acidula che si sposava perfettamente con la morbidezza del Santa Maddalena.

 

Oltre ai piatti di pesce, il Santa Maddalena si presta egregiamente anche ad abbinamenti con piatti a base di carne, come le tagliatelle al ragù o il pasticcio alla bolognese, le pizze gourmet (in particolare quelle farcite con speck, funghi e salsiccia), e persino piatti più sofisticati della cucina francese, come il “coq au vin”. La sua versatilità si estende anche alla cacciagione, come fagiano, quaglie e pollame in genere, e a carni stufate o arrosto. Non meno importante, il Santa Maddalena si sposa alla perfezione con una vasta gamma di formaggi e salumi, rendendolo ideale per piatti più informali e rustici ma anche per occasioni più eleganti.

 

Un vino che si adatta alla temperatura

Un altro grande vantaggio del Santa Maddalena è la sua capacità di esprimersi al meglio a diverse temperature di servizio. Questo lo rende un vino estremamente versatile, capace di adattarsi a diverse stagioni e occasioni. Servito a una temperatura di 16°C durante i mesi autunnali e invernali, il Santa Maddalena esprime al meglio i suoi profumi di violetta, marzapane, rosa e lampone, accentuando la morbidezza del sorso. Durante la primavera e l’estate, servito a 12-14°C, il vino conserva una freschezza che lo rende particolarmente piacevole in occasioni più calde.

 

Molti vini rossi italiani, seppur ben strutturati, soffrono quando vengono serviti a basse temperature: l’acidità e i tannini tendono ad accentuarsi eccessivamente, risultando talvolta troppo marcati. Al contrario, il Santa Maddalena mantiene la sua eleganza e fruttuosità anche a temperature più basse, facendo di lui uno dei pochi rossi italiani capaci di rispondere così bene a un ampio range termico. Se volessimo fare un confronto, pochi altri vini potrebbero vantare una simile adattabilità. Alcuni esempi potrebbero essere il Rossese ligure, alcuni Bardolino classico superiore più strutturati, o i Gamay della Côte de Brouilly, ma sono eccezioni.

 

Prospettive future

Il futuro del Santa Maddalena sul mercato italiano sembra promettente. Il suo profilo equilibrato e versatile lo rende particolarmente adatto a soddisfare le esigenze di una clientela sempre più attenta alla qualità, alla tipicità e alla sostenibilità. La qualità del Santa Maddalena è cresciuta in modo inversamente proporzionale alla superficie vitata a lui dedicata. Molti ettari, un tempo coltivati a Schiava nella zona classica, sono ora destinati alla produzione di vini bianchi. Tuttavia, la crescente attenzione verso i vitigni a bacca bianca non ha sottratto spazio alle zone più vocate per la produzione del Santa Maddalena: oggi si coltiva la schiava quasi esclusivamente nelle aree a maggior vocazione.

 

La sua qualità superiore, unita a una tradizione vinicola consolidata, ha permesso al Santa Maddalena di affermarsi come un vino di alta classe, pur rimanendo accessibile a un ampio pubblico anche grazie all’ottimo rapporto qualità prezzo.

 

In conclusione, il Santa Maddalena ha tutte le carte in regola per essere uno dei protagonisti del mercato del vino rosso in Italia. Se saprà farsi conoscere maggiormente mantenendo la sua identità di vino elegante, ma al contempo facile da bere e versatile, potrà senz’altro conquistare ancora più spazio nelle carte dei vini e negli scaffali delle enoteche. Il Santa Maddalena rappresenta una delle grandi opportunità di crescita per l’Alto Adige nel mercato vinicolo italiano, un vino che, con il tempo, potrà diventare un vero e proprio simbolo della qualità e della tradizione vinicola della nostra straordinaria provincia.